Hegel. Dalla “pura vita” alla filosofia della storia

di Francesco Valagussa

 

Gadamer ha mostrato come «la concezione delle Lezioni di estetica è al contempo il passo decisivo col quale la sistematica costruzione della dialettica hegeliana si trasforma in una filosofia della storia». Il “frutto degli anni di Heidelberg” si rivela nell’affinità strutturale che accomuna Estetica, Filosofia della Religione e Filosofia della storia: al di là delle “tripartizioni” che ritmano lo svolgimento del suo argomentare, andando oltre i velleitari tentativi di trovare una serie di corrispondenze tra le epoche in cui vengono suddivise e per così dire “organizzate” le diverse discipline, il vero tratto comune risiederebbe nel fatto che «lo sviluppo storico dello spirito nel tempo comincia a far valere il suo proprio diritto sistematico di fronte allo sguardo eternizzante della dialettica filosofica». Se questa osservazione può valere sul piano generale dell’assetto sistematico assunto dal suo pensiero nella piena maturità e confermato nella fase più tarda, si deve riconoscere – in particolare dopo l’analisi offerta da Marcuse – come il cuore ontologico della lettura hegeliana della storia dipenda dalla Scienza della logica e rimonti inevitabilmente, per lo meno nella sua ispirazione di fondo, alla Fenomenologia dello spirito.

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F. Valagussa, Hegel. Dalla “pura vita” alla filosofia della storia