DOI: 10.30443/POI2018-0024

Recensione a A. Burgio, Il sogno di una cosa. Per Marx

di Gianmarco Bisogno

Il testo in questione ha come obiettivo dichiarato quello di studiare il pensatore di Treviri «come filosofo» (p. 10). Obiettivo che a prima vista non parrebbe faticoso raggiungere ma che – nota l’autore – è divenuto tale nel corso della storia. Il discorso sul «Marx filosofo» è stato, infatti, obliato e trascurato a causa di due accuse principali rivolte al pensatore di Treviri e a cui questo libro cerca di rispondere. La prima «concerne la centralità del terreno economico, che Marx sembrerebbe considerare in ogni epoca determinante», la seconda – strettamente collegata alla prima – vuole che da quel ‘economicismo’ si possa passare all’immediata «esaltazione della dimensione produttiva del lavoro umano» e alla «conseguente tragica illusione demiurgica che la prosperità materiale e lo sviluppo tecnico siano garanzie di progresso» (A. Burgio, La feconda storia di un lessico critico, “Il Manifesto”, 04.05.2018). Questo libro si assume, dunque, l’onere di pensare e di analizzare non soltanto la prospettiva ‘economico-scientifica’ – che rimane centrale nel discorso marxiano – ma anche (e con pari dignità) «i temi che la sua [di Marx] filosofia discute; le fonti che la ispirano; gli sviluppi ai quali ha dato vita e le prospettive che essa schiude» (p. 10) […].

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