DOI: 10.30443/POI2018-0002

Metodo, pratiche e pubblico della filosofia

di Fiorenza Manzo

 

A partire dalla fine dell’idealismo speculativo, la filosofia attraversa una fase di profondo ripensamento della questione relativa alla propria possibilità e definibilità. Si potrebbe indicare come momento centrale di questo ripensamento la discussione avviata in Germania tra la seconda metà dell’Ottocento e la prima del Novecento. Il terreno comune di questa discussione è dato dal riconoscimento essenziale che la questione relativa alla natura propria di una disciplina è intrinsecamente legata a quella della metodologia impiegata per il suo sviluppo. Se volessimo tracciare un ideale percorso progressivo, per tappe emblematiche, degli esiti della riflessione sulla natura e sullo statuto epistemologico della filosofia nel secolo scorso, potremmo iniziare rifacendoci alla suggestiva ipotesi della nebulosa come origine del sistema solare (il cosiddetto “modello di Kant-Laplace”) per rappresentare la concezione della filosofia provocatoriamente formulata da Bertrand Russell: un nucleo originario da cui si sarebbero staccati progressivamente tutti i corpi celesti, corrispondenti alle scienze esatte. Secondo tale concezione, dunque, la natura della filosofia sarebbe quella di generare le scienze come altro da sé, senza rientrare nel novero di queste: «As soon as definite knowledge concerning any subject becomes possible, this subject ceases to be called philosophy, and becomes a separate science». Dunque, secondo Russell, una volta che tutti i campi di ricerca con risultati verificabili hanno trovato una loro autonoma configurazione nel cosmo, il corpo residuo della filosofia si compone di questioni di carattere etico e metafisico. Ma fermarsi alla constatazione dello statuto incerto della filosofia non basta. L’obiettivo finale di tutta la critica di Russell, e il senso della sua provocazione, è portare a galla il problema fondamentale: quello metodologico. Che le risposte a questioni etiche e metafisiche siano conoscibili o meno da parte di un intelletto umano, nessuna tra quelle suggerite dai filosofi è stata finora dimostrabile.

 

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