Recensione a M.L. De Bastiani, Ex auditu, ex signis. Citazioni, riferimenti e storie antiche nella filosofia politica di Spinoza, Mimesis, Milano-Udine 2023, 261 pp.
di Alessio lembo
Il recente libro di Marta Libertà De Bastiani pone al lettore un complesso ventaglio di problemi che vanno ben oltre il mero interesse antiquario deducibile dal titolo. L’analisi del ricorso di Spinoza agli storici latini sottende la riflessione su alcune questioni storico-metodologiche decisive, senza le quali non è più possibile leggere oggi il filosofo olandese. Per troppo tempo si è stati fuorviati dalla famosa lettera LVI a Boxel, in cui Spinoza, seguendo il topos cartesiano, rifiuta l’autorità di Platone e Aristotele, e dall’attacco ai “filosofi” del primo capitolo del Trattato politico. La critica più superficiale, infatti, ne ha dedotto un senso a-storico del pensiero spinoziano che De Bastiani intende discutere, partendo proprio dal problema della citazione. Cosa significa “citare”? Perché Spinoza sente il bisogno, in varie parti del suo corpus, di riferirsi, in questo caso, agli storici latini? Il discorso contenuto in queste pagine non solo è utile per ricostruire il contesto in cui furono scritti i testi spinoziani, ma tocca anche due temi a lungo ignorati e che ora stanno lentamente venendo alla luce: il ruolo dell’educazione e della storia nella filosofia spinoziana e, soprattutto, il loro intreccio.
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