DOI: 10.5281/zenodo.20448272
Videograms of a Revolution
di Annalaura Ferrara
Lo studioso Antonio Somaini nell’introduzione alla raccolta di saggi Estetica dei media scrive: «Consideriamo come medium qualsiasi mezzo tecnico, strumento o dispositivo in grado di dar forma all’esperienza sensibile, configurandola e rendendola condivisibile, comunicabile e trasmissibile». Una donna potenzialmente sconosciuta alla stragrande maggioranza delle persone ha qualcosa da trasmettere, da comunicare, da condividere con il mondo: la sua esperienza. Per farlo ha bisogno di uno strumento che abbia la capacità di registrare la sua immagine e la sua voce, il dispositivo che la segue può rendere trasmissibile la sua esperienza, essere il medium di cui ha bisogno affinché essa, in qualche modo, sopravviva.
L’obiettivo della seguente trattazione è quello di analizzare in primo luogo cosa s’intende per media, se è davvero possibile tratteggiare una differenziazione tra nuovi media e media tradizionali, e in che termini i media impattano sull’esperienza sensibile in particolare nei contesti di rivolte e rivoluzioni dal basso.