DOI: 10.5281/zenodo.14995781

Per una genealogia della transindividualità. Ibn Rushd e l’invenzione dell’intelletto materiale unico

di Augusto Illuminati

Nella filosofia greca la soggettivazione è senza dubbio associata alla cura di sé, come dimostrano di studi di Michel Foucault. Non è presente una soggettivazione autocoscienziale collegata al processo propriamente conoscitivo, anzi l’appercezione è del tutto interna alla percezione, un sottoprodotto dell’atto del conoscere il mondo esterno, come risulta da Aristotele, De anima III, 4, 430a, 3-5, dove il noûs «è esso stesso intelligibile come lo sono gli oggetti intelligibili», trattandosi di oggetti senza materia, per cui il soggetto pensante e l’oggetto pensato (noúmenon) sono la stessa cosa», nonché Metafisica XII 7, 1072b, 20-23: «L’intelligenza (noûs) pensa se stessa, cogliendosi come intelligibile: infatti diventa intelligibile intuendo e pensando sé, cosicché intelligenza e intelligibile (noetón) coincidono».

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