Dal soggetto neuro al soggetto pulsionale. Quali istituzioni?
di Giuseppe Viviano
Il problema mente-corpo è stato affrontato in diversi modi, a seconda delle epoche e delle culture. Seguendo la riflessione di Sandro Nannini, i filosofi della mente possono presentare l’argomento partendo da un esempio molto semplice, un’azione volontaria quale quella di aprire una porta dopo aver sentito suonare il campanello. I filosofi della mente formalizzano la situazione in tal modo: EE → P (+ M) → D→ A, dove EE è l’evento esterno al soggetto che gli causa una percezione, P, la quale in base alla sua disposizione mentale, M, ad esempio aspettare qualcuno, oppure perché l’abitudine ad aprire quando si sente suonare, comporta una decisione, D ed una azione, A. Se l’evento esterno e l’azione sono visibili pubblicamente, diverso vale per la percezione, la disposizione mentale e la decisione, i quali – senza introdurre per il momento la logica dell’inconscio – sono reperibili solo a chi li esperisce e resi espliciti grazie all’uso dell’introspezione, e per questo segnalati in grigio.
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