DOI: 10.5281/zenodo.20448333

Sistema, poliarchia, soggetto. Luhmann e la trasformazione ecologica della società moderna

 di Paolo Missiroli

Nell’ultimo dibattito con Joe Biden per le elezioni presidenziali del 2020, Donald Trump affermava che, indipendentemente dall’estensione che la pandemia da COVID-19 avrebbe potuto raggiungere, era semplicemente impensabile assicurare misure di quarantena su scala nazionale. Più precisamente egli sosteneva che «non possiamo chiudere il paese, dobbiamo aprire il Paese, se no non ci sarà più un Paese». Tale affermazione rivela molto di più delle semplificazioni così caratteristiche dello stile del tycoon statunitense. Essa manifesta plasticamente il problema fondamentale che genera l’incapacità delle società occidentali di reagire alla crisi ecologica, al cosiddetto Antropocene: l’impossibilità di arrestare tutta una serie di operazioni che costituiscono queste società stesse, di trasformare la forma dell’ordine che è loro proprio. Con quest’affermazione, Donald Trump non negava la violenza della pandemia in corso (come ha fatto invece in altre occasioni), ma affermava che, qualsiasi cosa fosse emersa dall’ambiente in cui la società statunitense si trova a esistere, le operazioni sociali legate ad esempio all’imperativo della crescita semplicemente non potevano essere fermate.

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